Alimenti ricchi di magnesio

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Il magnesio è un minerale che insieme al calcio e il fosforo partecipa nell’organismo per la formazione del tessuto osseo. Secondo i LARN il fabbisogno giornaliero per un uomo adulto si aggira tra i 300 e i 500 milligrammi. Più nello specifico di parla di 6 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo.

Il magnesio viene assorbito, così come per gli altri minerali, nell’intestino tenue; inoltre è inibito da alte concentrazioni di calcio, dalle proteine, dal fosfato, da diarrea e dall’alcolismo in forma cronica. Mentre la vitamina D favorisce l’assorbimento. Anche se il calcio limita l’assorbimento del magnesio, non avviene il contrario cioè il magnesio non ostacola il calcio. Il minerale viene eliminato tramite le feci e le urine anche se il diabete e gli antibiotici contribuiscono nell’soppressione da parte dei reni.

Livelli bassi di magnesio nel corpo causano anoressia, vomito, vasodilatazione, aritmia, stanchezza, crampi, apatia, debolezza muscolare e coma. Invece livelli troppo alti provocano depressione del sistema nervoso centrale i quali provano torpore e disturbi al cuore e ai polmoni. Il magnesio è importantissimo nella produzione dell’ATP molecola responsabile di moltissimi cicli vitali, nella regolazione delle membrane nervose e nella trasmissione simpatica.

Le cause più comuni della carenza del magnesio vanno attribuite ad uno scarso apporto del minerale è il digiuno. Uno dei consigli per aumentare il livello di magnesio, sicuramente è mangiare alimenti ricchi di magnesio. Nei paesi industrializzati la maggior parte delle persone che soffrono di questa carenza non presentano sintomi oppure sono così lievi da non prestare particolare attenzione. Carenze più importante invece sono da ricondurre ad un errato assorbimento intestinale dovuto alla pancreatite, steatorrea, morbo di Crhon, colite ulcerosa e celiachia.

Nel caso l’apporto di magnesio introdotto con l’alimentazione sia scarso, è possibile compensare il quantitativo assumendo degli integratori. Ma bisogna prestare molta attenzione, in quanto se si superano le dosi indicate si presenterà un effetto lassativo.

Pistacchi, i “migliori” amici del cuore

pistacchi

Uno studio condotto dalla Pennsylvania State University e pubblicato online sulla rivista dell’American Heart Association afferma che i pistacchi, ricchissimi di fibre, possono contribuire positivamente nella salute dei soggetti maggiormente a rischio cardiovascolare.

Di qui l’intuizione di applicare nuovi menu nei soggetti che soffrono di patologie cardiovascolari, caratterizzati da una importante presenza dei pistacchi, elementi che – afferma ancora la ricerca – oltre che condurre vantaggi grazie alla loro azione protettiva, possono altresì migliorare la gradevolezza della dieta attraverso l’introduzione di un ingrediente gustoso e versatile.

Secondo i medici americani, sarebbe opportuno introdurre due porzioni di pistacchi al giorno per poter avvertire concreti benefici sotto il profilo contenitivo dei rischi cardiovascolari.

Peperoncino, tutti i plus dell’alimento piccante

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Il peperoncino è un grande valore aggiunto da inserire all’interno del nostro menu quotidiano. Oltre a facilitare la digestione, infatti, questo elemento piccante può prevenire le malattie cardiovascolari e – secondo alcune recenti ricerche internazionali – contribuirebbe altresì a contrastare l’emersione del cancro e dei dolori del nostro organismo.

Proprio quest’ultimo punto rappresenta una delle novità più gradevoli delle analisi più recenti: comparsa sull’ultimo numero del Journal of Medicinal Chemistry, una ricerca sostiene infatti che il peperoncino – pur non essendo una medicina – può fare grandi cose nel bloccare la percezione del dolore. Tra l’altro, il peperoncino si può anche utilizzare per controllare il peso e combattere cellulite e perdita dei capelli: cos’altro chiedere di più?

Gli spinaci, proprietà dimagranti, come?

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Secondo gli scienziati dell’università di Lud in Svizzera, gli spinaci sono i migliori alleati delle donne. Come? Si è scoperto che una sostanza contenuta al loro intero chiamati tilacoidi aiutano a diminuire la voglia di cibo durante la dieta.

I tilacoidi sono delle cellule presenti nei vegetali, in particolare nel cloroplasto, hanno la forma di sacchetti appiattiti e svolgono la funzione di raccogliere la luce e immagazzinarla, rientrando a pieno titolo nel processo di fotosintesi clorofilliana. La scoperta di questa sensazionale proprietà è stata testata su un gruppo di donne che avevano come obbiettivo quello di dimagrire. Il gruppo è stato diviso in due, uno tutte le mattine prima di colazione assumeva cinque grammi di estratto di spinaci, mentre l’altro un palcebo.

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Le donne dovevano seguire una semplice dieta varia ed equilibrata, senza particolari indicazioni su quantità e calorie.

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A fine test le donne che assumevano il placebo hanno riscontrato una perdita dipeso pari a 3,4 kg a differenza di chi tutte le mattine beveva l’estratto di spinaci, le quali hanno perso ben 5,5 kg. Chi beveva l’estratto ha confermato la scarsa voglia di cibo oltre gli alimenti della dieta, e la mancanza di voglia del cosi detto “cibo spazzatura”.

Quindi l’assunzione di tilacoidi prima della colazione, è scientificamente provato che diminuisce la voglia di mangiare promuovendo un dimagrimento non sofferto. La quantità di spinaci da consumare quotidianamente sarebbe di 600g, ma possiamo tranquillamente assumere un integratore compensando la quantità di tilacoidi da ingerire.

Inoltre gli spinaci sono ricchi di micronutrienti quali vitamina e sali minerali come magnesio, potassio, fosforo, rame e calcio. In 100 grammi di spinaci ci sono: 90gr d’acqua, 2gr di fibre, 3,5gr di proteine, 3gr di carboidrati, 0,6 di grassi. Sono presenti vitamina A, alcune vitamine del gruppo B, vitamina C, E e K.

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